L’Under 20 verdeblù anticipava a San Donà il match della Prima squadra. Nel girone d’andata, questa era stata l’unica partita vinta dai nostri giovani: 3 a 0 tra le mura amiche del Gavagnin. Ovvio quindi aspettarsi una forte reazione da parte dei padroni di casa, noti per essere molto duri e scorbutici sul terreno di casa e ancor più motivati dalla sconfitta subita all’andata.
Noi per contro ci presentiamo alla prima di ritorno con sulle spalle tutti gli strascichi della nostra prima esperienza in elite, senza un mediano di mischia di ruolo e con una prima linea tenuta insieme con il tape.
Come atteso, la voglia di rivincita dei biancoazzurri è grande e il San Donà attacca con veemenza sin dal primo secondo, imponendosi su tutti gli scontri diretti e in tutti i punti d’incontro e facendo vedere una voglia di battaglia che i giocatori del CUS non riescono a reggere. Anche le fasi statiche, soprattutto la mischia, sono nettamente in mano ai padroni di casa.
Ce l’aspettavamo, ma non siamo comunque riusciti a reggere l’impatto. Anche questo ormai l’abbiamo capito: l’elite è una continua sfida e ogni momento di difficoltà viene sfruttato dall’avversario, sempre pronto a ributtarti sempre più a fondo nella crisi in cui ti trovi. Domenica è arrivata l’ennesima dimostrazione: tempo 20 minuti e il San Donà aveva già preso il bonus e a fine partita aveva letteralmente esaurito la nostra prima linea (solo Destro sopravvivrà integro alla scontro) dimostrando d’aver saputo ben martellare su una delle nostre criticità. Dopo i primi 20 minuti il ritmo cala un po’ e riusciamo a subire qualcosa meno, finiamo in ogni caso il primo tempo con un netto 38 a 0. Le proiezioni danno un risultato più pesante di quello patito a Treviso, un’umiliazione troppo alta da sopportare. E che i ragazzi, punti nell’orgoglio, decidono di evitare.
Il secondo tempo sarà infatti di tutt’altra pasta: nei punti d’incontro ci siamo, nell’uno contro uno anche, e la tanto agognata unità di squadra inizia a vedersi. Una touch ai 10 metri avversari finisce lunga e Carli è il più reattivo, raccoglie e s’invola per 40 metri fino oltre la linea di meta. Marcatura nata da un episodio, si. Ma significativa: le partite tirate si decidono sugli episodi e stavolta noi siamo stati pronti a coglierlo. Continuiamo ad avere un gioco confuso e disordinato ma siamo sempre presenti e attivi, riuscendo a rimediare scelte sbagliate o errori individuali. Certo, davanti abbiamo un avversario appagato e felice del risultato ma anche giocatori che lottano per conquistarsi il posto in squadra (si sa come vanno certe cose: avuta la rivincita, il campo è stato lasciato alle seconde scelte) e che nell’ 1 vs 1 non c’hanno mai regalato nulla.
Il Verona visto nel secondo tempo assomigliava finalmente a quello dei barrage. Non siamo ancora tornati ai nostri migliori livelli ma abbiamo visto e dimostrato che questi ragazzi, se motivati, possono competere con l’elite. Magari perdere, ma dando vita a partite vere com’è stato negli ultimi 35 minuti di domenica (e com’era stato, per inciso, anche a Treviso anche se solo per 10 minuti). Adesso arriva fortunatamente la pausa invernale , che servirà al gruppo per continuare il percorso iniziato a San Donà e che dovrà portarlo, per il prossimo incontro, ad esprimere con costanza quello che da troppi mesi aveva perso.
Hanno giocato:
15 Bejinaru, 14 Ruggeri (40’ Ferro), 13 Battizzocco, 12 Campara, 11 Signora (60’ Casalucci), 10 Contri, 9 Renica, 8 Carli, 7 Zanatta (35’ Tanto), 6 Tumicelli, 5 Cailotto, 4 Valerio, 3 Frigo (25’ Destro), 2 Cusumano (40’ Marcheluzzo, 65’ Giarolo), 1 Balhadj. A disposizione: Margotto.





